Link building: cos’è e come si fa correttamente?

Il link building è una tecnica di SEO off page. Consiste nel generare link in entrata verso il proprio sito web. Ma che cos’è un link? Si tratta di un collegamento da un sito ad un’altro. Il collegamento apparirà sottolineato e di colore diverso rispetto al resto del testo. Il linkbuilding è una tecnica SEO difficile da implementare e se non la si fa in modo corretto si rischiano sanzioni dai motori di ricerca, in particolar modo da Google.

Che cos’è il SEO?

SEO è un acronimo che sta per Search Engine Optimization, cioè l’ottimizzazione per i motori di ricerca. Comprende tutte le attività di miglioramento di un sito web, affinché si posizioni meglio nei risultati organici (cioè non a pagamento) dei motori di ricerca come Google, Yahoo e Bing. Vi sono due tipi di ottimizzazione SEO: SEO on page e SEO off page. Il SEO on page riguarda tutte le attività svolte sul sito stesso, per esempio migliorare title e meta title di una specifica pagina, velocizzare il proprio sito, inserire link interni ad altre pagine e inserire backlink verso siti e pagine di qualità. Il SEO off page si basa principalmente sul creare backlink verso il proprio sito, attività definita anche come link building. Tuttavia, il SEO off page non riguarda solo i link in entrata, ma anche le menzioni in generale e le condivisioni sui social media. SEO on page e off page non sono separati, ma s’influenzano vicendevolmente.

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Fare link building non è mai stato più semplice!

White Hat SEO

Le White Hat SEO sono tecniche SEO eticamente corrette, che rispettano le linee guida dei motori di ricerca. Sono volte a migliorare i contenuti per i propri utenti, senza ingannare Google e altri motori di ricerca. Ha un approccio basato su risultati a lungo termine e duraturi, piuttosto che a breve termine e potenzialmente pericolosi come il Black Hat SEO. I vantaggi del White Hat SEO sono che evita penalizzazioni e ti garantisce comunque un buon ranking. Lo svantaggio principale è che i risultati sono lenti, per questo bisogna avere molta pazienza.

Black Hat SEO

Il Black Hat SEO comprende pratiche scorrette e sconsigliate da Google e altri motori di ricerca. Si basa sulle falle dell’algoritmo di Google, che viene manipolato con tecniche specifiche come: creare contenuti duplicati con l’unico scopo di portare un link in entrata; utilizzare testi nascosti (per esempio in un div invisibile, dello stesso colore dello sfondo o posizionato al di fuori dello schermo); pagine doorway o gateway, cioè pagine che non hanno vero contenuto ma servono solo per venire indicizzate dai motori di ricerca per portare ad altre pagine del sito; keyword stuffing, ovvero il riempire un testo di parole chiavi con la speranza di avere un miglior posizionamento e, infine, il cloaking, cioè far apparire al motore di ricerca un contenuto diverso rispetto agli utenti. Il Black Hat SEO è potenzialmente pericoloso se si viene scoperti da Google.

Gray Hat SEO

Abbiamo finora parlato di White Hat e Black Hat SEO. C’è da dire, però, che nella maggior parte dei casi, le aziende utilizzano delle strategie Gray Hat. Di cosa si tratta? Si parla di strategie Gray Hat quando lo scopo finale è comunque l’ottenere un migliore posizionamento nei motori di ricerca, dunque i contenuti prodotti non sono solo per gli utenti ma anche e soprattutto per Google. Si può parlare, dunque, comunque di una manipolazione da parte dell’azienda o dell’esperto SEO in relazione al motore di ricerca, ma senza tecniche aggressive, dannose e poco etiche come fa il Black Hat SEO.

A cosa serve il link building?

Il link building serve ad aumentare il Domain Rating (DR) (ovvero l’autorevolezza) del tuo sito web, in modo che sia trovato più facilmente da Google. Il link building serve, inoltre, ad aumentare la popolarità di un sito web, aumentando di conseguenza anche il traffico verso di esso. Se hai un’azienda e vendi prodotti o servizi, devi assolutamente implementare il link building fra le tue tecniche SEO, altrimenti ti ritroverai con l’avere un prodotto perfetto ma non aver saputo come pubblicizzarlo. Per evitare questo grande errore devi rivolgerti ad un SEO specialist, ovvero un esperto SEO che sappia come indirizzarti. Il nostro team si occupa di link building e offre i suoi servizi ad aziende sia italiane che estere.

Come fare link building in modo corretto?

Difficile dare una risposta netta. A nostro parere, la regola fondamentale è che il link deve apparire naturale per Google e gli altri motori di ricerca. Un link innaturale non solo potrebbe essere dannoso, ma non porterebbe ad alcun vantaggio per il tuo sito, perché non sarebbe particolarmente apprezzato dai visitatori. Il modo migliore per avere link da altri siti è il link earning, ovvero attendere che altri siti linkino naturalmente al tuo materiale. Tuttavia, soprattutto se il proprio sito web è agli inizi, sarà difficile che qualcuno linkerà automaticamente al tuo materiale.

Quali sono buoni link e quali sono cattivi link?

In generale, i cattivi link sono quelli che definiremmo come “spam”. Sono link che non aggiungono nulla di nuovo o di particolarmente rilevante per il lettore e che appaiono come innaturali. Un esempio di cattivo link è il comprare link da persone poco affidabili, che promettono per esempio un elevato numero di link in pochissimo tempo. L’aumento dei link in entrata verso il tuo sito web deve avvenire in modo progressivo e non brusco per non far insospettire Google. Un indicatore sul quale devi basarti è l’attinenza alla tua nicchia. Ti faccio un esempio pratico: se il tuo prodotto è una carta prepagata, non puoi pensare di ottenere un link da un sito che tratta di moda e di cosmetici. Un secondo criterio fondamentale è il Domain Rating (DR) del sito che linka verso di te. Il tuo domain rating crescerà più velocemente se il Domain Rating (DR) di quel dato sito web è elevato. Dato che il Domain Rating è un indicatore di autorevolezza, l’algoritmo di Google si baserà su di esso per la tua posizione sul motore di ricerca.

Come valutare la qualità di un backlink?

  1. Attinenza con il tuo settore: il primo indice di qualità è senza dubbio la rilevanza con la tua azienda e con il settore di cui si occupa;
  2. Domain Rating (DR) del sito: in generale, più questo sarà elevato, maggiori saranno i benefici per il tuo sito. Tuttavia, non bisogna pensare che non valga mai la pena creare un backlink da un sito con Domain Rating inferiore al tuo;
  3. Posizione del link: è importante che il link sia posizionato nel corpo della pagina, dunque né nell’header né nel footer. Più in alto è posizionato un link nel corpo di una pagina, maggiore sarà il valore di quel link, specialmente se il link verso di te non è l’unico all’interno di quella pagina;
  4. Numero di link in uscita: più link saranno presenti all’interno della pagina che ti linka, minore sarà il valore di quel link. Se ci sono altri link in uscita, bisogna verificare che siano di valore e, per quanto già espresso nel punto 3, sarebbe meglio che il tuo sia il primo link in uscita verso quella pagina;
  5. Numero di visite della pagina da cui ricevi il link: più traffico ha quella pagina, più importante sarà quel link. Se non c’è già una pagina dove inserire il link, ne dovrà essere creata una ex novo, per questo motivo come dati di riferimento puoi prendere il traffico del sito in generale;
  6. Anchor text: devono essere rilevanti ma non sempre uguali e sovra-ottimizzati, altrimenti si rischiano penalità;
  7. Profili e popolarità sui social: il sito web che linka verso di te non ha un Domain Rating elevato, ma è annesso a una pagina Facebook che può raggiungere centinaia di migliaia di persone? Allora quel link ha valore se la pagina o l’articolo che linka verso di te sarà pubblicizzata anche sui social.

Tipi di link utili per il link building: dofollow e nofollow

I link possono avere un attributo esplicitato nell’HTML con “rel”. Questo attributo indica la relazione che hai con la pagina linkata. Esempi di rel sono rel=”ugc” che indica i link con contenuti generati dagli utenti come commenti e post su forum. Gli attributi interessanti per il link building sono i dofollow e i nofollow link.

Dofollow link

Un link dofollow è un link che ha valore per il posizionamento su Google. Questo significa che quando qualcuno linka verso di te con l’attributo “dofollow” sta esplicitamente indicando che la risorsa linkata è valida e di qualità. Questo attributo non va impostato manualmente, perché di base i link hanno questo attributo. I link dofollow sono fondamentali per il Pagerank, perché, all’aumentare dei link dofollow, aumenta l’autorevolezza del sito e, di conseguenza, il suo posizionamento nei motori di ricerca.

Nofollow link

I nofollow link hanno l’attributo rel=”nofollow” nell’HTML e dicono esplicitamente ai motori di ricerca di non seguire la pagina linkata. Google afferma che i link nofollow in genere non hanno peso in termini di posizionamento. I link nofollow appaiono di base per commenti ad articoli su blog, sui social media come YouTube, Facebook o Twitter, su forum e altre piattaforme simili. L’attributo “nofollow” è stato aggiunto per evitare che siti web con commenti spam appaiano nei primi risultati su Google.

I link nofollow sono inutili?

Assolutamente no. Se è vero che secondo alcuni esperti SEO non miglioreranno il posizionamento su Google, sono indubbiamente necessari per avere più traffico, far conoscere il proprio brand e, di conseguenza, anche aumentare i profitti. I link nofollow sono sempre sicuri, perché non portano a una penalizzazione da Google. Inoltre, avere una varietà di link fra nofollow e dofollow permetterà al tuo sito di apparire quanto più naturale possibile. Infine, c’è da dire che sono stati fatti una serie di esperimenti da alcuni SEO specialist per vedere se effettivamente Google non considera i nofollow nel posizionamento. Sorprendentemente, è stato visto che i link nofollow sono riusciti a migliorare il posizionamento di siti.

Cosa pensa Google dell’acquisto di link?

Google penalizza l’acquisto di link se e solo se sono volti a manipolare il posizionamento. In poche parole, se acquisti link dofollow e Google ti scopre, il tuo sito può incorrere in una penalizzazione. Tuttavia, Google non proibisce del tutto l’acquisto di link. Al contrario, i link acquistati che sponsorizzano un determinato prodotto devono avere o l’attributo “nofollow” o l’attributo “sponsored”.

Come fare link building: le migliori strategie

Veniamo ora alla parte forse più importante di questo articolo, ovvero come fare link buidling. Per fare link building è necessario studiare a fondo l’argomento, vederla come un’arte e non come “piazzo un paio di link qua e là e Google mi premia”. Vediamo insieme le migliori strategie per il link building e come applicarle.

Broken link building: la tecnica dei link non più funzionanti

Una tecnica molto utile per il SEO off page è il broken link buidling, ovvero fare un’analisi dei backlink verso i tuoi competitor più famosi e vedere quali sono le pagine con link rotti (404). Si può, per esempio, cercare il nostro competitor su un tool come Ahrefs, cliccare sulla sezione “Best by links” sotto “Pages”, filtrare i risultati selezionando “404 not found” ed odinarli i in base al numero di link in entrata. Se hai un contenuto uguale o simile a quello che non funziona più, puoi contattare i proprietari dei siti e proporre il tuo contenuto come sostituto. Nella mail indirizzata ai webmaster può essere utile indicare il link attraverso uno screenshot. Se non hai un contenuto corrispondente, basandoti sul titolo oppure grazie alla Waybackmachine, puoi crearne uno che tratti gli stessi temi e poi contattare il webmaster.

Esempio di email ad una blogger con tecnica del broken link building

Ciao *****,
abbiamo notato che in questa pagina ***PAGINA*** hai linkato al servizio ***NOMESERVIZIO***. Il link è stato però reindirizzato ad un sito non più attinente al mondo della ***SETTORE***. Per questo motivo, se desideri, potresti sostituirlo con il nostro servizio ***NOMESERVIZIO***: ***LINK***
Abbiamo anche un’app, disponibile sia su Google Play che su App Store.
Ci farebbe piacere se prendessi in considerazione questa cosa e, perché no, ci dessi un feedback sulla nostra app. Grazie!

Trovare articoli sui nostri competitor

Sempre attraverso l’analisi dei backlink, si possono trovare link che trattano dei propri competitor. Facciamo un esempio pratico. Mettiamo caso che il tuo prodotto sia un software gestionale per piccole e medie imprese. Se noti un articolo che parla di una serie di tuoi competitor ma non menziona il tuo prodotto, puoi contattare il webmaster del suddetto sito e proporgli di aggiungere il tuo.

Esempio di email al webmaster o copywriter

Gentile …
abbiamo notato che nel seguente articolo da Lei pubblicato ***LINK*** ha parlato di diversi servizi per ***SETTORE***. Manca, però, un riferimento ad il nostro servizio che permette di ***DESCRIZIONE*** e ***LINK***
Abbiamo naturalmente un’app, disponibile sia su Google Play che su App Store.
Ci farebbe piacere se per ragioni di completezza ci aggiungeste alla pagina menzionata.

Guest Post

Un’altra tecnica fondamentale è cercare siti che accettino guest post, ovvero articoli di collaboratori esterni. Puoi scrivere a questi siti e proporre un tuo articolo, in cui inserirai anche un link alla tua azienda. La tecnica dei guest post è un ottimo modo per ottenere backlink di qualità, dato che i motori di ricerca si basano su contenuti informativi e non pubblicitari. L’utente su Google cerca informazioni e per questo motivo blog e testate online sono sempre più premiate da Google.

Esempio di email per ottenere un guest post

Gentile Team di ***AZIENDA***,
mi chiamo ***NOME*** e ***DESCRIZIONE***. Ho dato un’occhiata al vostro sito e dato che mi interessano ***SETTORE***, ho pensato di scrivervi. Ho visto anche al seguente indirizzo che siete aperti alla possibilità di Guest Post:
***LINK***. Mi piacerebbe scrivere gratuitamente un articolo per voi relativo a ***SETTORE***. ***DESCRIZIONE***. Fatemi sapere se può interessarvi.

Scrivere articoli di qualità sul tuo blog aziendale

Ormai sempre più aziende hanno un blog aziendale, che ha il vantaggio non solo di poter comunicare con il proprio pubblico e aumentare l’autorevolezza del proprio brand, ma anche di poter avere più traffico e di aumentare i propri link in entrata. Questi articoli dovranno essere originali, informativi e possibilmente lunghi, affinché siano di valore per il visitatore.

Richiesta feedback

Un’altra tecnica a mio parere utile ma che non garantirà necessariamente un link è richiedere feedback al destinatario della mail. Si tratta di una strategia efficace, se la propria azienda offre qualcosa di particolarmente innovativo, come un software, una app o qualsiasi altra cosa in campo della digitalizzazione. Sicuramente è anche un buon modo per fidalizzare con i clienti che già acquistano il prodotto o servizio.

Esempio di email di richiesta feedback

Ciao ***
ho pensato di contattarti perché ho notato che hai un blog su ***ARGOMENTO***.
***DESCRIZIONE***. Per questo motivo volevo chiederti se vi va di darci un feedback per il nostro servizio ***NOME***: ****LINK***. Ci farebbe molto piacere se facessi menzione del nostro servizio sul tuo blog. Pensiamo che possa essere particolarmente utile per ***ALTRO***.

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