Come capire quando cambiare lavoro

“Voglio cambiare lavoro!” Quante volte te lo sei detto? Sai ormai da tempo che il tuo lavoro non è quello che vorresti fare realmente. Parli di progetti, di sogni, dei tuoi interessi e noti che non si intersecano neanche minimamente con il tuo lavoro. Questo ed altri segnali potrebbero essere indizi che ti mostrano che è l’ora di fare il grande passo e cambiare strada. Vediamoli insieme.

Riconoscere quando cambiare lavoro: ecco i segnali!

  1. Esci dall’ufficio pieno di stress, triste o arrabbiato. Il lavoro ha un effetto negativo sulla tua vita e ti condiziona la vita anche al di fuori. Se prima eri pieno d’energie, ora sei spento. Amici e parenti notano il tuo malumore.
  2. Ti chiedi: “Ma chi me lo fa fare?” Hai la sensazione di fare uno sforzo enorme ad alzarti al mattino e recarti al lavoro.
  3. Non c’è bilancio fra lavoro e tempo libero. Hai l’impressione che il lavoro ti assorba totalmente e hai provato a parlarne con il tuo datore di lavoro e ha minimizzato la tua condizione. Ti senti poco compreso dal punto di vista emotivo.
  4. Sei pagato poco. È inutile che ci giriamo attorno: la soddisfazione non deve essere solo emotiva ma anche economica. Un datore di lavoro che ti paga poco e ti fa lavorare troppo svaluta la tua persona e a quel punto non si tratta più di lavoro ma di sfruttamento.
  5. Hai la sensazione di non stare imparando più nulla, bensì di ripetere come una macchina le stesse azioni. Naturalmente ogni lavoro porta con sé anche una routine, su questo non vi è dubbio. Quando, però, quella routine diventa noia, è il momento di guardarsi attorno e pensare a possibili soluzioni.
  6. Non trovi un senso nel tuo lavoro, senti che hai ciò che è stato definito un bullshit job.
  7. Non vorresti mai fare il lavoro del tuo capo. Se sei una figura Junior, ammiri la passione e l’impegno dei tuoi colleghi Senior, ma non vorresti mai essere al loro posto. Questo non è dovuto al fatto che ci sono più responsabilità legate al lavoro, ma piuttosto al notare la loro passione che invece tu non hai.
  8. Hai un brutto rapporto con i tuoi colleghi. A nessuno piace lavorare con colleghi dispettosi, invidiosi e giudizievoli. Naturalmente non aspettarti di andare d’accordo con tutti, ma in un ambiente di lavoro rispettoso devi sentirti accettato come persona, nei tuoi pregi e difetti.
  9. Vivi in un clima di terrore, dove a qualunque minima disattenzione sei minacciato di perdere il lavoro. Il tuo datore di lavoro si comporta in modo scorretto con te e non sai più come reagire.
  10. Controlli spesso l’orologio e sbuffi già a prima mattina appena essere arrivato in ufficio. Passi da compiere per sapere se è davvero l’ora di cambiare lavoro.

Passi da compiere per sapere se è davvero l’ora di cambiare lavoro

  1. Chiedersi il perché si desidera cambiare lavoro. Si tratta solo di un periodo difficile o, al contrario, si nasconde qualcosa di più?
  2. Il problema è davvero il lavoro? Può capitare di sfogare stress e frustrazioni sul lavoro, quando in realtà i problemi che si hanno sono altri. Per questo motivo, è bene analizzare la propria condizione e le proprie emozioni in generale prima di prendere una decisione.

Errori da non fare

  1. Non cambiare lavoro solo perché sei impaziente. Certo, tutti desideriamo un salario più alto, maggiore flessibilità di orari e magari anche una posizione migliore in azienda. Tutte queste cose, però, non nascono dall’oggi al domani. Hanno bisogno di tempo. Sii paziente e vedrai i frutti del tuo lavoro.
  2. Non credere nelle tue capacità. Se non cambi lavoro solo perché pensi di non farcela…beh, hai già perso in partenza. Bisogna sapere valorizzare le proprie abilità, per esempio riconoscere le proprie soft skill oppure le conoscenze tecniche che si è maturato in anni di lavoro. Certamente c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare ma è importante non buttarsi giù. Se non si ha esperienza lavorativa, poi, non bisogna pensare di essere inutile. Se sei giovane e sveglio, devi pensare che anche queste sono abilità ed un’azienda seria sarà disposta ad investire sulla tua formazione. Informati sulle possibilità di stage in azienda e metti alla prova le tue capacità!
  3. Avere paura del cambiamento. Se resti dove sei solo perché hai paura di fallire, allora forse dovresti cambiare prospettiva. Il vero fallimento è proprio far sì che la paura vinca sulla tua volontà di migliorare le tue condizioni lavorative.

Cambiare lavoro: cosa fare concretamente?

  1. Chiedersi se è possibile trovare un compromesso. Ad esempio, il lavoro ti piace e la paga è troppo bassa? Dopo aver maturato abbastanza esperienza, chiedi un aumento. Pensi di fare troppe ore di lavoro? Evita di fare gli straordinari e chiedi qualche ora di permesso o qualche giorno di ferie per riposarti un po’. Il tuo lavoro ti piace ma vorresti espandere i tuoi orizzonti? Offrirti di partecipare ad un seminario o a un corso di aggiornamento o comunica al tuo capo che desideri acquisire conoscenza in altri settori. Stai certo che apprezzerà la tua voglia di fare e ti verrà incontro se crede nel tuo potenziale.
  2. Domandarsi sulle possibili alternative. In che settore vuoi lavorare? Cosa sei disposto a sacrificare? Dove trovare lavoro nel settore in cui sono specializzato? Rimettersi in gioco sul mercato lavorativo non è semplice, ma è d’obbligo informarsi sulle possibilità e rendersi conto di se fanno al caso proprio.
  3. Prendere in considerazione i possibili rischi. Cambiare lavoro significa lasciare il noto per l’ignoto e non sempre è la scelta giusta. Se accetti di cambiare lavoro, accetti anche la conseguenza che possa andare peggio. Inoltre, abituarsi ad un nuovo ambiente di lavoro può essere stressante. Dunque, bisogna mettere in conto che passare da una posizione ad un’altra o da un’azienda all’altra significa affrontare piccoli o grandi cambiamenti, che in un primo momento possono anche spaventare.

Cosa considerare quando si cambia lavoro

Quando si cambia lavoro, bisogna prendere in esame il settore (ad esempio chimico, farmaceutico, bancario e così via), la posizione nell’azienda (per esempio venditore, addetto alla contabilità, sales manager, social media manager, impiegato nelle risorse umane, ecc.), la grandezza dell’azienda (PMI, studio associato, organizzazione, grande azienda, multinazionale e così via), lo stadio di sviluppo dell’azienda (startup o impresa ormai stabilita da tempo), il luogo di lavoro (nella stessa città o paese in cui vivi, in una città vicina, in italia, all’estero e così via), la tipologia di contratto (collaborazione occasionale o tramite partita IVA, part-time, full-time, a tempo determinato o indeterminato) e le modalità di lavoro (online tramite telelavoro, in negozio, in ufficio, in hotel, ecc.). Non bisogna poi assolutamente dimenticare di valutare lo stipendio che si riceve e tenere in conto anche la propria personalità, ovvero se si è un leader, se si preferisce lavorare autonomamente, se si è molto socievoli e si vuole lavorare a contatto con il pubblico, se si lavora volentieri in team e così via. Tutti questi fattori sono decisivi nella scelta di un nuovo lavoro.

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